line 5, jinping road. shanghai
[clicca sulla immagine per ingrandire]
Il padrone di casa si aspettava almeno un paio di famiglie di mingong (ovvero contadini migrati in città per fare gli operai) da mettere in casa, ma si è trovato di fronte un professore universitario americano senza un soldo. Un caro amico mi sta ospitando, e viviamo nella periferia davvero periferia della città, ad un passo dalla development zone e ad un ora –almeno dal dowtown. Un intero suburbio costituito da Gate-Community, ovvero cluster di appartamenti circondati da muri, guardie ai cancelli e filo spinato.
Queste sono le periferie di Shanghai, stracolme di migranti. Da casa non senti altro che trapani, martelli, viti, colla e polvere dalle 7 del mattino alle 10 di sera. Questo villaggio è infatti nuovo e molti degli appartamenti non sono ancora completi. Per non parlare delle ruspe che stanno rumorosamente vomitando la prossima Gate Community a ritmi forsennati.
Una città dove tutti ti osservano, ti scrutano e seguono. Shanghai è la città della paranoia, dove c’è sempre qualcuno che ti osserva anche mentre fai un biglietto del metro, dove la mobilità della forza lavoro completamente fuori controllo è tenuta a bada da una dittatura e dove l`architettura postmoderna fa sentire l`Europa coloniale provincia.
Shanghai la Parigi dell’Est, Shanghai la New York del West…





Ti osservano anche perche’ sei un maledetto Laowai, amico mio. Oppure credi sia una situazione da alveare umano tipo Mosca anni ’30 dove tutti sono pronti a “segnalarti” alle autorita’ come controrivoluzionario?