singapore’s bitches brew
Sono nel bel mezzo del red light district di Singapore, nell’albergo forse più economico -e sporco di questa strana città-stato. Un posto unico, che non riesce ad entrare in nessuna mia precedente categoria, in nessun posto visto fino ad ora.
Geylang e` il nome del quartiere dove ho affittato una stanza per 9 giorni, una sudicia e sporca stanza d`albergo, numero 25, quinto piano. Singapore non e` solo la Bio-polis, il centro della ricerca farmaceutica dell`Asia: e` anche una delle sue pleasure factory piu’ importanti: l`immigrazione di sex worker da tutto il sud est asiatico verso questa città e` forse seconda, rispetto ai numeri, solo agli studenti internazionali che riempiono le università di questo Stato.
Miles Davis e il suo impeccabile album Bitches Brew, che un carissimo fratello mi ha suggerito da poco, sembra la perfetta colonna sonora di questo quartiere. Quasi un presagio. Cinesi, Indiane, Filippine ed anche Europee dell`Est riempiono le vie e gli incroci di Geylang in un caleidoscopio fatto di caldo appiccicoso, di corpi rovinati, dell’esotico messo a lavoro, scommesse clandestine e contrabbandieri di ogni sorta di merce: dai farmaci alle sigarette.
Accanto all’orgoglio neo-coloniale che questo Stato ancora palesemente manifesta, puoi vedere cinesi ubriachi di guiness agli angli della strada che, come gli indiani, sono davvero golosi di questa birra scura che si bevono in bicchieroni pieni di ghiaccio… Ed a Singapore la razza e` quello che fa la differenza, su tutto. Se parlare di razza e` argomento tabù, come immigrazione lo e` in Giappone, essa e` tuttavia la cartina tornasole per comprendere questo luogo, le sue gerarche, flussi e divisioni. E cosi` le donne cinesi sono quelle per cui paghi di più perché cinesi, seguite dalle europee, e poi indiane, filippine e malaysiane che si contendono vie e quartieri della notte di Geylang.
Gustandomi la migliore frutta che abbia mai assaggiato in vendita ad ogni angolo della strada, di una birra con ghiaccio e quattro chiacchiere, cerco di capire dove sono in questo angolo dell’equatore. Singapore: il porto di una città in cerca di terra ferma…




